sabato 8 febbraio 2020

Le elezioni irlandesi: un punto di vista comunista


Oggi, sabato 8 febbraio 2020, è il giorno delle elezioni in Irlanda. Gli elettori si recheranno alle urne dopo una tumultuosa campagna per le elezioni generali. In questa occasione ripubblichiamo un articolo di Socialist Voice, il giornale ufficiale del Partito Comunista Irlandese.

Non ci sono scorciatoie

di Eugene McCartan

Le elezioni vanno e vengono; ma ciò che la nostra classe ha necessità di realizzare non prevede scociatoie.

Nel corso della campagna per le elezioni generali è emerso chiaramente come un generale senso di smarrimento e di noia, in egual misura, sia stata la reazione di molte famiglie di lavoratori agli opinionisti che pontificano in televisione e alla radio nel tentativo di interpretare o reinterpretare ciò che un partito politico ha detto o intendeva dire, o quale dei politici ha vinto con questo slogan contro questo slogan.

Sempre pronti a dare le loro "ponderate opinioni", presentate come imparziali e obiettive, i commentatori e gli analisti politici conducono con attenzione la coscienza del popolo verso acque più sicure, offrendo soluzioni accomodanti per l'establishment.

Durante il corso della campagna elettorale, forse che la politica è scesa sotto la superficie per affrontare concretamente i problemi che la nostra gente si trova ad affrontare ogni giorno? Le richieste di una forza lavoro sommersa dal superlavoro, il lavoro precario, i salari bassi, tutte queste cose non sono passate per gli studi televisivi.

Lo stesso vale per la crisi degli alloggi e dei senzatetto, senza contare il preoccupante baratro ambientale in cui si trova ora il nostro mondo. Anche se hanno parlato molto, costoro non hanno affrontato il motivo principale per il quale ci troviamo in questa crisi.

Le elezioni all'interno di questo sistema politico corrotto e fallimentare sono sempre più lontane dalle reali preoccupazioni dei lavoratori. I lavoratori, in numero sempre maggiore, riconoscono che le soluzioni non vanno ricercate nelle istituzioni che controllano e governano la loro vita. Non importa per chi si vota, le stesse politiche economiche e sociali saranno perseguite a prescindere da quale combinazione di partiti formerà un governo.

Questo processo si sta sviluppando in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea. Ci sono un'infinità di partiti politici, ma un solo e unico modello economico viene imposto alla classe operaia, da Atene a Dublino: il primato dei mercati e delle loro dinamiche e la garanzia degli interessi delle grandi imprese, degli interessi del capitale, cioè del denaro e di coloro che lo possiedono e lo controllano. Tutte le altre questioni sono secondarie rispetto alla tutela di questi interessi.

Fine Gael, Fianna Fáil, il Partito Verde e il Partito Laburista si muovono sulla stessa lunghezza d'onda. Il sistema è il migliore che ci sia, basta modificarlo un po' qua e un po' là. Tutti lavorano per la "classe media sempre più in difficoltà - o in altre parole, per le classi professionali, che hanno la maggior parte degli elettori ordinari o che ritiene di avere un interesse nel sistema.

Le " classi di supporto", che hanno la loro assicurazione sanitaria privata, i cui figli frequentano scuole con buoni finanziamenti, che raramente se non mai usano i mezzi pubblici, potranno sentirsi un po' schiacciate per quanto riguarda le spese per l'assistenza privata ai bambini, o infuriarsi contro l'onere sociale universale. Le politiche di palese compravendita sono state concepite per assicurarsi il voto di queste persone.

Nel frattempo, per quanto riguarda la sedicente "sinistra rivoluzionaria", quelli di Solidarity and People Before Profit non hanno potuto fare o dire nulla che potesse distinguerli dal riformismo e dall'opportunismo di sinistra di una volta. Tutti i partiti che si proclamavano di sinistra non hanno offerto nient'altro che una ministrina riscaldata, una forma migliore di capitalismo, ritoccando la spesa qui e non lì.

Se i lavoratori vogliono un cambiamento reale e significativo, allora l'elettoralismo è un vicolo cieco. In questa fase della lotta per un cambiamento radicale, i lavoratori devono rendersi conto che le loro preoccupazioni prenderanno solo polvere nei corridoi di Dáil Éireann, senza le loro lotte politiche indipendenti all'interno delle collettività, nei loro luoghi di lavoro.

Dobbiamo costruire e sviluppare la nostra forza e la nostra organizzazione al di fuori di questi meccanismi di controllo. Questa è una lotta ideologica, unita alla costruzione di una resistenza, dove e quando ci è possibile.

Il futuro ci appartiene, ma solo se ci organizziamo per realizzarlo. Non ci sarà servito su un piatto d'argento.

Fonte: socialistvoice.ie

Link: http://www.idcommunism.com/2020/02/ireland-elections-a-communist-viewpoint.html

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