venerdì 31 gennaio 2020

Decine di migliaia di lavoratori belgi marciano in difesa della sicurezza sociale



Martedì 28 gennaio, decine di migliaia di lavoratori hanno marciato a Bruxelles, la capitale belga, nell'ambito di uno sciopero nazionale in difesa della sicurezza sociale. La marcia è stata indetta dal sindacato socialista, la Federazione Generale del Lavoro Belga (ABVV/FGTB). I manifestanti hanno chiesto al governo condizioni salariali e sanitarie migliori.

Nelle dichiarazioni prima della mobilitazione, l'ABVV ha affermato che solo tra il 2016 e il 2018, per effetto delle politiche del governo a favore delle imprese, i contributi dei datori di lavoro alla sicurezza sociale sono stati ridotti dal 32,4% al 25%. Il sindacato ha inoltre chiesto l'inversione di questa tendenza in modo da stabilizzare il finanziamento della previdenza sociale.

"Ci deve essere una pensione legale all'età di 65 anni, una pensione pari al 75% del salario medio invece del 60% e una pensione minima di 1.500 euro/1651 dollari netti". Le pensioni devono essere incrementate automaticamente con il rincaro dei prezzi", ha chiesto l'ABVV.

Anche il Partito dei Lavoratori del Belgio (PTB/PVDA), che si è mobilitato attivamente nel Paese per una pensione minima di 1.500 euro, si è unito ai manifestanti e ha espresso la sua solidarietà. Il Partito dei Lavoratori ha lanciato una campagna per una legge che preveda una pensione minima nazionale di 1.500 euro.

Rivolgendosi in precedenza a Peoples Dispatch, Bert De Belder del Partito dei Lavoratori aveva affernato: "Con le attuali pensioni medie che vanno dai 1.244 euro per gli uomini ai 989 euro per le donne, i lavoratori in pensione non possono nemmeno permettersi una casa di riposo, figuriamoci godersi la pensione".

Jonathan Lefevre ha scritto martedì su Solidaire.org che "le 20.000 persone che hanno marciato a Bruxelles [stanno lanciando] un forte segnale ai politici impegnati a negoziare dietro le quinte: è sulle strade che è stata costruita la sicurezza sociale, è sulle strade che verrà salvata. E pure rinforzata".

Anche i quadri del Partito comunista belga (PCB/CPB) hanno espresso la loro solidarietà alla mobilitazione e si sono uniti alla marcia a Bruxelles. Alla marcia hanno aderito anche alcuni  lavoratori greci affiliati al Partito Comunista di Grecia (KKE) e una delegazione del sindacato francese, la Confederazione Generale del Lavoro (CGT).

Il Partito dei Lavoratori (PTB/PVDA) ha anche convocato per il 1° Marzo una massiccia "Marcia della rabbia" , per protestare contro il connubio tra imprese, élite e politici e contro il fallimento dell'attuale governo di coalizione in Belgio nell'adottare una nuova politica industriale a favore dei lavoratori.

Traduzione da: https://peoplesdispatch.org/2020/01/30/tens-of-thousands-of-belgian-workers-march-to-defend-social-security/

Nessun commento:

Posta un commento