giovedì 29 ottobre 2020

Rapporto sulla revisione della Costituzione (13 gennaio 1975)

di  Chang Chun-chiao 

Delegati, il Progetto di revisione della Costituzione della Repubblica popolare cinese, sottoposto all’esame dell’Assemblea dal Comitato centrale del Partito comunista cinese, vi è stato distribuito. Su incarico del Comitato centrale del Partito comunista cinese, chiarirò ora alcuni punti. 

Vent’anni fa, nel 1954, la prima Assemblea popolare nazionale approvò la Costituzione della Repubblica popolare cinese. Il nostro grande dirigente, il presidente Mao Tse-tung, sottolineò: “Un’organizzazione deve avere dei regolamenti e anche uno Stato deve avere i suoi. La Costituzione è un insieme di regolamenti generali, è la legge fondamentale”. La Costituzione del 1954 è stata la prima costituzione di tipo socialista del nostro paese. Sotto forma di legge fondamentale, essa ha fatto il bilancio dell’esperienza storica, ha consolidato i frutti delle vittorie del nostro popolo e ha tracciato per il popolo di tutto il paese una strada chiara e quanto mai precisa per la sua avanzata. La pratica degli ultimi vent’anni ha provato che quella Costituzione era giusta. I suoi principi fondamentali rimangono validi, ma una parte del suo contenuto non lo è più, perché dal 1954 importanti mutamenti sono subentrati nel nostro paese nei campi politico, economico e culturale e nelle relazioni internazionali. Ricapitolare le nostre nuove esperienze, consolidare le nostre nuove vittorie e riflettere l’aspirazione comune del nostro popolo a continuare la rivoluzione sotto la dittatura del proletariato: questo è il compito principale che ci siamo assunti nella presente revisione della Costituzione. 

La più importante delle nuove vittorie riportate dal nostro popolo negli ultimi vent’anni consiste nell’aver consolidato e sviluppato gradualmente il sistema socialista sotto la direzione del Partito comunista cinese con alla testa il presidente Mao. Attraverso ripetute prove di forza con i nemici interni ed esterni e soprattutto attraverso la grande Rivoluzione culturale proletaria condotta per otto anni, nel corso della quale sono stati distrutti i due quartieri generali della borghesia, quello di Liu Shao-chi e quello di Lin Piao, il popolo di tutte le nazionalità del nostro paese si è quanto mai unito e la dittatura del proletariato è stata più che mai consolidata. Ciò che è ancora più importante è che nel corso di questa lotta, il presidente Mao, conformemente al principio di integrare la verità universale del marxismo-leninismo con la pratica concreta, ha tracciato per noi una linea fondamentale per tutto il periodo storico del socialismo. Il presidente Mao ha indicato: “La società socialista abbraccia un periodo storico molto lungo, nel corso del quale esistono ancora le classi, le contraddizioni di classe e la lotta di classe, esiste la lotta fra le due vie, il socialismo e il capitalismo ed esiste il pericolo di una restaurazione del capitalismo. Dobbiamo comprendere che questa lotta sarà lunga e complessa, aumentare la vigilanza e svolgere un lavoro di educazione socialista. Dobbiamo comprendere e risolvere in modo giusto le contraddizioni di classe e la lotta di classe, distinguere le contraddizioni fra il nemico e noi e le contraddizioni in seno al popolo e dare ad esse una giusta soluzione, altrimenti un paese socialista come il nostro si trasformerà nel suo opposto, cambierà natura e si avrà la restaurazione. D’ora in poi dobbiamo parlare di questo problema ogni anno, ogni mese e ogni giorno, in modo da averne una comprensione abbastanza chiara e seguire una linea marxista-leninista”. Il nono e il decimo Congresso del partito hanno riaffermato questa linea fondamentale. La lotta che abbiamo condotto contro Liu Shao-chi e Lin Piao si è concentrata su un solo punto: attenerci a questa linea fondamentale o cambiarla. La lotta di classe del passato e quella in corso hanno dimostrato che questa linea fondamentale è vitale per il nostro partito come anche per il nostro paese. Finché continueremo a seguirla, saremo in grado di superare tutte le difficoltà, sconfiggere i nemici interni ed esterni e conquistare vittorie ancora maggiori. Ciò costituisce la nostra esperienza principale e anche il pensiero che ci guida nella presente revisione della Costituzione. 

Il progetto di revisione che viene ora sottoposto al vostro esame è la continuazione e lo sviluppo della Costituzione del 1954. Esso è il frutto di ripetute discussioni tenute dal popolo delle nostre diverse nazionalità, il prodotto della combinazione dei suggerimenti degli organi dirigenti con quelli delle masse popolari. La premessa è stata redatta di nuovo e il numero degli articoli è stato ridotto da 106 a 30. Gli emendamenti importanti sono i seguenti: 

1. Fin dalla premessa, il progetto di revisione riferisce la gloriosa storia delle eroiche lotte condotte dal nostro popolo. “Il Partito comunista cinese è il nucleo dirigente dell’intero popolo cinese” e “il marxismo-leninismo-maoismo è la base teorica che guida il pensiero della nostra nazione”: questa è la conclusione che il nostro popolo ha tratto dall’esperienza storica acquisita nel corso di oltre un secolo; essa è ora inclusa nei principi generali del progetto di revisione. Il progetto stabilisce: “l’Assemblea popolare nazionale è l’organo supremo del potere statale, posto sotto la direzione del Partito comunista cinese” e “il presidente del Comitato centrale del Partito comunista cinese comanda tutte le forze armate del paese”. 145 Dato che non si è istituita la carica di presidente della repubblica, il progetto apporta delle modifiche appropriate alle disposizioni della Costituzione del 1954 concernenti la struttura dello Stato. Certamente tutto questo contribuirà a rafforzare la direzione centralizzata del partito sulla struttura dello Stato e risponderà alle aspirazioni del popolo dell’intero paese. 

2. Il progetto di revisione stabilisce che “la Repubblica popolare cinese è uno Stato socialista a dittatura del proletariato, diretto dalla classe operaia e basato sull’alleanza degli operai e dei contadini” e che le assemblee popolari ai diversi livelli sono composte principalmente di deputati operai, contadini e soldati. Esso definisce altresì gli obiettivi della dittatura del proletariato e fissa le misure politiche per esercitare questa dittatura. Sono stati inclusi nel progetto, in articoli separati, anche la comune popolare rurale, che riunisce il potere politico e la gestione economica e il comitato rivoluzionario locale ai diversi livelli formato sulla base della triplice unione rivoluzionaria, quali sono emersi nel grande movimento rivoluzionario di massa. Così la natura di classe del nostro Stato e la posizione delle diverse classi nel nostro paese sono chiaramente definite. Marx e Lenin ci hanno sempre insegnato: “la lotta di classe conduce necessariamente alla dittatura del proletariato”, “lo Stato proletario è la macchina con cui il proletariato schiaccia la borghesia”. Il nostro progetto si attiene a questa posizione di principio marxista-leninista e si distingue nettamente dalle assurdità quali “la politica di benevolenza” di Confucio e “lo Stato di tutto il popolo” della cricca dei rinnegati revisionisti sovietici. 

La nostra dittatura del proletariato, in primo luogo, reprime all’interno del paese le classi e gli elementi reazionari e tutti coloro che resistono alla trasformazione socialista e si oppongono all’edificazione del socialismo e reprime ogni attività controrivoluzionaria e di tradimento nazionale; in secondo luogo difende il nostro paese dalle attività sovversive e dalle eventuali aggressioni dei nemici esterni. Essa è l’arma con la quale il nostro popolo sconfigge i nemici e difende se stesso. Dobbiamo perciò averne cura e rafforzarla costantemente. Dobbiamo consolidare la grande unità del popolo delle nostre diverse nazionalità, rafforzare l’Esercito popolare di liberazione e la milizia popolare, che sono il pilastro della dittatura del proletariato e rinsaldare l’edificazione degli organi dello Stato. Dobbiamo continuare a consolidare l’alleanza tra la classe operaia e il suo più sicuro alleato, i contadini un tempo poveri e medi dello strato inferiore, unirci agli altri lavoratori e alle masse degli intellettuali e sviluppare il fronte unito rivoluzionario che comprende i partiti e i gruppi politici democratici e patriottici e le personalità patriottiche di tutti gli strati sociali. Solo in tal modo potremo unire tutte le forze suscettibili di essere unite, esercitare in maniera efficace la dittatura del proletariato, salvaguardare il sistema socialista e consolidare l’indipendenza e la sicurezza del nostro grande paese. 

3. La dittatura del proletariato è, da una parte, la dittatura esercitata sui nemici e dall’altra la pratica del centralismo democratico in seno al popolo. Senza un’ampio democrazia non vi può essere un alto grado di centralismo; senza tale centralismo, non è possibile edificare il socialismo. Il progetto di revisione stabilisce che tutti gli organi dello Stato praticano il centralismo democratico; al tempo stesso definisce i diritti democratici dei cittadini e in particolare i diritti delle nazionalità e delle donne. Esso prescrive inoltre che le masse popolari hanno il diritto di esprimere liberamente le loro opinioni, manifestare appieno i loro punti di vista, condurre grandi dibattiti e scrivere manifesti murali. Al tempo stesso, su proposta del presidente Mao, è stato aggiunto all’articolo 28 del progetto che i cittadini godono della libertà di sciopero. Siamo convinti che le masse rivoluzionarie, temprate nella grande Rivoluzione culturale proletaria, sapranno applicare ancora meglio queste disposizioni così da “creare un’atmosfera politica in cui regnino insieme il centralismo e la democrazia, la disciplina e la libertà, la volontà unanime e, per ognuno, uno stato d’animo fatto di soddisfazione e di entusiasmo, al fine di contribuire al consolidamento della direzione del Partito comunista cinese sullo Stato e al consolidamento della dittatura del proletariato”. 

4. Il compito di realizzare la trasformazione socialista della proprietà dei mezzi di produzione formulato nella Costituzione del 1954 è stato in linea di massima portato a termine. Il progetto di revisione sancisce pienamente questa grande vittoria riportata dal nostro popolo e stabilisce che nella fase attuale ci sono nel nostro paese essenzialmente due forme di proprietà dei mezzi di produzione: la proprietà socialista di tutto il popolo e la proprietà collettiva socialista delle masse lavoratrici. Il progetto contiene inoltre delle disposizioni che concernono i lavoratori individuali non agricoli e che permettono ai membri delle comuni popolari di coltivare piccoli appezzamenti per uso privato e dedicarsi, entro certi limiti, a occupazioni sussidiarie domestiche. Queste disposizioni combinano la fermezza per ciò che riguarda il principio dell’adesione al socialismo con una necessaria elasticità e si distinguono nettamente dalle tesi assurde sostenute da Liu Shao-chi e da Lin Piao, come la fissazione delle quote di produzione agricola sulla base della famiglia e la soppressione dei piccoli appezzamenti per uso privato.

 Il progetto di revisione riafferma la linea generale che consiste nell’edificare il socialismo secondo i principi di adoperare tutte le energie, di mirare alto e di ottenere risultati maggiori, più rapidi, migliori e più economici. Esso definisce una serie di principi e di misure politiche miranti a consolidare e sviluppare la base economica del socialismo. 

Va sottolineato che nel nostro paese, tra i rapporti di produzione e le forze produttive e tra la sovrastruttura e la base economica esiste una corrispondenza e al tempo stesso permane una contraddizione. Il nostro sistema socialista, come il sole nascente, è ancora molto giovane. Esso è nato nella lotta e non può crescere che nella lotta. Prendiamo per esempio l’economia statale: in alcune imprese la forma è quella della proprietà socialista, ma in realtà la direzione non è nelle mani dei marxisti e delle larghe masse operaie. La borghesia si impadronirà di molte posizioni se il proletariato non le occupa. Confucio è morto più di duemila anni fa, ma là dove non passa la scopa del proletariato, rifiuti del genere non se ne vanno da soli. Il progetto di revisione stabilisce che “gli organi dello Stato e il 147 personale statale devono studiare coscienziosamente il marxismo-leninismomaoismo”, che “il proletariato deve esercitare la sua dittatura assoluta sulla borghesia nel settore della sovrastruttura, inclusi tutti i campi della cultura” e che gli organi dello Stato e il personale statale devono mantenere uno stretto legame con le masse e correggere le tendenze malsane. Tutto ciò richiede che noi prestiamo una particolare attenzione alla rivoluzione socialista nella sovrastruttura e diamo importanza alla soluzione dei problemi riguardanti i rapporti di produzione. Dobbiamo condurre in modo vasto, approfondito e durevole il movimento di critica contro Lin Piao e Confucio ora in corso e far sì che il marxismo predomini su tutti i fronti. 

5. In conformità con l’insegnamento del presidente Mao: “Scavare profonde gallerie, costituire dovunque delle riserve di cereali e non aspirare mai all’egemonia”, abbiamo inserito nel progetto di revisione che “la Cina non sarà mai una superpotenza”; ciò significa che il nostro paese non aspira né aspirerà mai all’egemonia. Il proletariato potrà emanciparsi definitivamente solo emancipando tutta l’umanità. Dobbiamo sempre rimanere uniti ai popoli di tutti i paesi nella lotta comune per abolire dalla terra il sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in modo che tutta l’umanità sia emancipata. 

Delegati, 

il lavoro di revisione della Costituzione si è protratto per quasi cinque anni. Questa Assemblea lo porterà a termine e promulgherà la nuova legge fondamentale della Repubblica popolare cinese. Questo è un grande avvenimento che merita di essere calorosamente festeggiato. Il nostro popolo ha condotto per un lungo periodo una lotta acuta e complessa nel corso della quale migliaia e migliaia di martiri hanno sacrificato la vita per conquistare e salvaguardare i diritti alla democrazia popolare e al socialismo, per sventare i complotti di Kao Kang, Jao Shu-shih, Peng Teh-huai, Liu Shao-chi e Lin Piao che tentavano di restaurare il capitalismo all’interno e di capitolare e tradire il paese sul piano esterno e per vincere la reazione sia interna che esterna. Sono proprio le vittorie ottenute in tale lotta che hanno dato vita a questa Costituzione socialista. Noi siamo convinti che il popolo di tutte le nazionalità del paese e innanzitutto i membri del Partito comunista cinese e il personale statale l’applicheranno scrupolosamente e la difenderanno con coraggio, in modo da continuare fino in fondo la rivoluzione sotto la dittatura del proletariato e assicurare che il nostro grande paese avanzi sempre vittoriosamente lungo la via indicata dal marxismo-leninismo-maoismo!

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