Articolo scritto da Yao Wen-yuan.
Si annuncia una grande ondata di lotta-critica-trasformazione. La pubblicazione delle più recenti direttive del presidente Mao e l’ingresso sistematico e guidato di un potente esercito di operai dell’industria nelle scuole e in ogni altro settore ove la lotta-critica-trasformazione non è stata ben condotta, costituiscono il segno premonitore di tale ondata. Essa fa seguito all’attuazione di numerosi compiti, come la fondazione dei comitati rivoluzionari nelle province, le municipalità e le regioni autonome, la critica di massa e l’epurazione delle file di classe1 . Essa provocherà profondi mutamenti in tutti i campi, colpirà con violenza ogni parte della sovrastruttura che non corrisponde alla base economica socialista, educherà le larghe masse popolari, schiaccerà i reazionari che ancora si nascondono, condurrà alla completa vittoria la grande Rivoluzione culturale proletaria e affretterà di molto lo sviluppo delle forze produttive della società.
Il compito più importante che i comitati rivoluzionari a ogni livello devono affrontare è quello di portare a termine nel modo migliore e senza inutili perdite di tempo la lotta-critica-trasformazione. Per adempiere questo compito è assolutamente necessario persistere con la direzione della classe operaia e “sviluppare al massimo la funzione dirigente della classe operaia nella grande Rivoluzione culturale e nei vari settori di lavoro”.
La parola d’ordine di sostituire la dittatura della borghesia con quella del proletariato fu avanzata verso la metà del XIX secolo, quando il marxismo cominciava a prendere forma e da allora sono già trascorsi 120 anni. Solo l’imperialismo, la classe dei proprietari terrieri, la borghesia e i loro agenti, i vecchi e i nuovi revisionisti, si oppongono a questa coerente parola d’ordine rivoluzionaria. Il Partito comunista cinese ha fatto di essa il suo programma fondamentale. Perché la parola d’ordine diventi una realtà, è essenziale unirsi alle larghe masse non operaie, soprattutto le masse contadine, le masse della piccola borghesia urbana e gli intellettuali che possono essere rieducati e guidarle nell’avanzata. L’intero corso della grande Rivoluzione culturale proletaria si è svolto sotto la direzione di una sola classe, la classe operaia. Il nostro partito è l’avanguardia del proletariato. Il quartier generale proletario, con alla testa il presidente Mao e il vicepresidente Lin Piao come vicecomandante, sintetizza gli interessi della classe operaia, dei contadini poveri e medi dello strato inferiore e delle masse lavoratrici, esso è l’unico centro direttivo dell’intero partito, dell’esercito, della nazione e delle larghe masse rivoluzionarie. La linea rivoluzionaria proletaria del presidente Mao e tutte le sue direttive riflettono le pressanti richieste della classe operaia e di centinaia di milioni di rivoluzionari e rappresentano la ferma e potente guida del proletariato in tutta la grande Rivoluzione culturale proletaria. Proprio sotto la direzione del quartier generale proletario capeggiato dal presidente Mao, è stato possibile lanciare la grande Rivoluzione culturale proletaria, cui partecipano centinaia di milioni di rivoluzionari. Per persistere con la direzione della classe operaia, è necessario anzitutto assicurare che ogni direttiva del presidente Mao, grande guida della classe operaia e ogni ordine emanato dal comando supremo della classe operaia vengano eseguiti prontamente e senza frapporre ostacoli. È assolutamente necessario opporsi al “policentrismo o assenza di qualsiasi centro”, alla mentalità da conventicola, al settarismo e a ogni altra tendenza reazionaria della borghesia che mina la direzione della classe operaia. In tutto il paese i comitati rivoluzionari costituiscono gli organi del potere della dittatura del proletariato: tutte le unità devono accettarne la guida. È inammissibile l’esistenza nel nostro paese di qualsiasi “regno indipendente”, grande o piccolo, perché essi si oppongono al quartier generale proletario del presidente Mao. Il vecchio comitato municipale del partito di Pechino, un “regno indipendente” impermeabile e impenetrabile che resisteva alle direttive del presidente Mao, era uno degli strumenti di cui si serviva la banda dei grandi cospiratori, il Kruscev cinese e i suoi compari, per resistere alla direzione della classe operaia e restaurare il capitalismo. Quel “regno indipendente” è stato spazzato via dalla tempesta rivoluzionaria. Tutti i rivoluzionari devono tenere sempre presente questa storica lezione della lotta di classe. Anche i cittadini dei “regni indipendenti”, grandi o piccoli, costituiti in varie parti del paese e controllati da elementi borghesi, devono studiare questa lezione.
Le squadre di propaganda degli operai fanno il loro ingresso nel campo dell’istruzione. È un evento che scuote la terra. Sin dai tempi antichi, le scuole sono state monopolio delle classi sfruttatrici e dei loro figli. Dopo la Liberazione la situazione subì un certo miglioramento, ma le scuole rimasero fondamentalmente monopolio degli intellettuali borghesi. Alcuni studenti usciti da queste scuole sono stati capaci di integrarsi con gli operai, i contadini e i soldati e di mettersi al loro servizio e ciò va attribuito a varie ragioni (in generale, perché essi stessi o i loro insegnanti sono relativamente buoni o perché sono stati influenzati dalle famiglie, dai parenti e dagli amici, ma soprattutto dalla società). Altri non ci sono riusciti. In uno Stato sotto la dittatura del proletariato esiste questo grave fenomeno: la borghesia contende il potere al proletariato. Quando, nel corso dell’attuale grande Rivoluzione culturale proletaria, i giovani combattenti delle Guardie rosse si sono energicamente ribellati contro il pugno di responsabili del partito avviatisi sulla via del capitalismo, le forze reazionarie borghesi nelle scuole hanno subito, per un certo periodo, duri colpi. Ma poco dopo alcune persone si sono messe di nuovo a manovrare in segreto: aizzavano una parte delle masse contro l’altra, sabotavano la grande Rivoluzione culturale, il lavoro di lotta-critica-trasformazione, la grande alleanza e la triplice unione rivoluzionaria, il lavoro di epurazione delle file di classe e di consolidamento delle organizzazioni di partito. Tutto ciò ha suscitato malcontento tra le masse. I fatti hanno provato che in tali circostanze è impossibile per gli studenti e gli intellettuali portare a termine da soli, sul fronte dell’istruzione, sia il compito di lotta-critica-trasformazione che tutta una serie di altri compiti; occorre la partecipazione degli operai e dei soldati dell’Esercito popolare di liberazione e la ferma direzione della classe operaia.
Il presidente Mao ha di recente sottolineato: “Per portare a compimento la rivoluzione proletaria nel campo dell’istruzione è indispensabile la direzione della classe operaia, la partecipazione delle masse operaie, le quali, in collaborazione con i soldati dell’Esercito popolare di liberazione, devono realizzare una triplice unione rivoluzionaria con gli elementi attivi fra gli studenti, gli insegnanti e i lavoratori delle scuole, ossia con gli elementi decisi a portare fino in fondo la rivoluzione proletaria nel campo dell’istruzione. Le squadre di propaganda degli operai devono restare a lungo nelle scuole, partecipare all’adempimento di tutti i compiti relativi alla lotta-critica-trasformazione e dirigere per sempre le scuole. Nelle campagne le scuole devono essere amministrate dai contadini poveri e dai contadini medi dello strato inferiore, i più sicuri alleati della classe operaia”.
Questa direttiva del presidente Mao indica l’orientamento e la via che la rivoluzione dell’istruzione dovrà seguire. È un’arma affilata, destinata a distruggere completamente il sistema d’istruzione borghese. Le masse studentesche devono accogliere con entusiasmo la classe operaia che viene a occupare la scuola, a partecipare al lavoro di lotta-critica-trasformazione e a esercitare la sua direzione permanente.
La classe operaia possiede una ricca esperienza pratica per quel che riguarda i tre grandi movimenti rivoluzionari: lotta di classe, lotta per la produzione, sperimentazione scientifica. Nutre un odio implacabile per qualsiasi parola o azione controrivoluzionaria, perché esse si oppongono al socialismo e al pensiero di Mao Tse-tung. La classe operaia odia con tutte le sue forze il vecchio sistema d’istruzione al servizio delle classi sfruttatrici. Si oppone nel modo più energico alla “guerra civile” condotta da alcuni intellettuali, perché essa danneggia la proprietà statale e ostacola il lavoro di lotta-critica-trasformazione. Essa prova ripugnanza per le chiacchiere a vuoto e la doppiezza di coloro le cui parole non corrispondono ai fatti. Di conseguenza, solo l’unione delle masse della classe operaia con i soldati dell’Esercito popolare di liberazione, principale pilastro della dittatura del proletariato, può frenare ogni tendenza erronea che si oppone alla linea rivoluzionaria del presidente Mao e risolvere nel modo più efficace tutti i problemi considerati grandi, difficili e insolubili. Le contraddizioni per le quali gli intellettuali continuano a litigare senza riuscire a superarle, vengono rapidamente risolte non appena giungono gli operai. Solo con l’intervento degli operai e dei soldati dell’Esercito popolare di liberazione è possibile mettere a nudo la natura controrivoluzionaria di quel pugno di furfanti che si nasconde dietro le quinte e aizza una parte delle masse contro l’altra.
“È più che sufficiente che gli operai si occupino delle loro fabbriche”. Questo è un punto di vista antimarxista. La classe operaia sa di poter raggiungere la completa emancipazione solo quando avrà emancipato l’intera umanità. Fino a quando la rivoluzione proletaria nel campo dell’istruzione non sarà portata a termine e le radici del revisionismo non saranno estirpate, la classe operaia non sarà completamente emancipata e continuerà a esistere il pericolo che il capitalismo sia restaurato e la classe operaia venga di nuovo sfruttata e oppressa. È dovere della classe operaia politicamente cosciente, prendere parte attiva alla grande Rivoluzione culturale in tutti i campi e far sì che il pensiero di Mao Tsetung occupi ogni settore del fronte culturale ed educativo.
“Vogliamo liberarci da soli, non abbiamo bisogno della partecipazione di operai estranei alla scuola”. La Risoluzione del Comitato centrale del Partito comunista cinese sulla grande Rivoluzione culturale proletaria afferma che “le masse devono liberarsi da se stesse”. Gli operai non fanno forse parte delle “masse”? La classe operaia non fa forse parte delle “stesse masse”? Tutti gli autentici rivoluzionari proletari, non quelli che si autodefiniscono tali per ingannare gli altri, considerano la classe operaia come parte di “se stessi”, come la parte più avanzata e cosciente delle masse popolari. La “triplice unione”, formata da operai, soldati ed elementi attivi rivoluzionari della scuola, dà alle masse la garanzia di potersi liberare da sole. Chi considera gli operai come una forza estranea è, a meno che sia solo confuso, un elemento estraneo alla classe operaia e la classe operaia ha quindi ragione a esercitare la dittatura su di lui. Alcuni intellettuali che si autodefiniscono “rivoluzionari proletari” si oppongono agli operai non appena la classe operaia tocca gli interessi del loro minuscolo “regno indipendente”. In Cina non sono poche le persone che possono essere paragonate al signor Sheh2 . Esse disprezzano gli operai e i contadini, si danno delle arie e credono di essere importanti, ma in realtà non sono che i signori Sheh dei nostri tempi.
Gli operai e i soldati dell’Esercito popolare di liberazione devono entrare là dove gli intellettuali pullulano, scuole e altre organizzazioni, per infrangere il loro dominio esclusivo, occupare i “regni indipendenti”, grandi o piccoli e impadronirsi dei luoghi in cui si trincerano i sostenitori del “policentrismo o assenza di qualsiasi centro”. In tal modo è possibile cambiare l’atmosfera, lo stile e le idee malsane che esistono là dove pullulano gli intellettuali; questi avranno allora la possibilità di rieducarsi e di liberarsi.
“Gli operai non s’intendono d’istruzione” affermano alcuni “intellettuali di alto rango”. Basta con la vostra disgustosa pretenziosità da intellettuali borghesi! Vi sono due specie d’istruzione: l’istruzione borghese e l’istruzione proletaria. Ciò che voi “comprendete” è la pseudoconoscenza della borghesia. C’è gente che insegna nella facoltà di scienze o d’ingegneria e non sa manovrare né riparare una macchina; c’è gente che insegna letteratura e non sa scrivere un articolo; c’è gente che insegna chimica agricola e non sa come usare i fertilizzanti. Non ci sono forse dappertutto assurdità di questo genere? Solo con la diretta partecipazione del proletariato è possibile creare gradualmente un sistema d’istruzione proletaria caratterizzata dall’integrazione della teoria con la pratica, ma voi “intellettuali di alto rango” siete troppo ignoranti per capire queste cose.
“Gli operai non conoscono la situazione nella scuola e gli sviluppi della lotta fra la linea rivoluzionaria proletaria e la linea reazionaria borghese”. Non preoccupatevi, compagni, gli operai ne verranno a conoscenza. Paragonata a quegli intellettuali miopi che non vedono al di là della loro piccola sfera, la classe operaia ha un livello molto più alto. Gli operai non resteranno nelle scuole tre o quattro giorni; essi vi lavoreranno a lungo, le occuperanno e le dirigeranno per sempre. È possibile conoscere tutto ciò che esiste oggettivamente. La classe operaia approfondirà la conoscenza del mondo attraverso la propria pratica rivoluzionaria e trasformerà il mondo secondo la sua concezione del mondo.
Sistematicamente e secondo piani prestabiliti, le squadre di propaganda degli operai devono andare nelle università, nelle scuole medie ed elementari, nei settori della sovrastruttura e in tutte le organizzazioni dove la lotta-criticatrasformazione non è stata svolta in modo soddisfacente. Prendendo come principio guida il pensiero di Mao Tse-tung, esse devono unirsi con gli elementi attivi decisi a portare fino in fondo la rivoluzione proletaria nell’istruzione, devono aiutarli, unirsi con la grande maggioranza delle masse, inclusi quegli intellettuali che possono essere trasformati e, dando prova del coerente spirito rivoluzionario che caratterizza il proletariato, promuovere la lotta-critica-trasformazione. Questa è la grande missione storica che incombe attualmente sulla classe operaia cinese. In questo processo, la classe operaia si temprerà nella lotta di classe, emergeranno numerosi ed eccellenti quadri operai che andranno a rafforzare ogni settore degli organismi statali e i comitati rivoluzionari a tutti i livelli, poiché la classe operaia non si limiterà ad amministrare gli istituti d’insegnamento.
Per adempiere questa missione storica, la classe operaia deve studiare con coscienza e serietà il pensiero di Mao Tse-tung, seguire la linea di massa e lo stile di lavoro basato sulle inchieste e le ricerche (linea e stile di lavoro che il presidente Mao ci ha sempre indicato), elevare costantemente la propria coscienza politica e il senso della disciplina rivoluzionaria, criticare e ripudiare l’influenza corrosiva in seno alla classe operaia dei disgustosi metodi borghesi. La borghesia è sempre stata, per tradizione, molto forte nel settore culturale ed educativo. Quando la classe operaia vuole trasformare il mondo secondo la concezione proletaria del mondo, ossia secondo il pensiero di Mao Tse-tung, la borghesia cerca di usare la concezione borghese del mondo per corrompere gli elementi deboli nelle file operaie, compresi i quadri dirigenti. Ciò richiede una grande vigilanza. Bisogna essere fermi sulle posizioni del proletariato e stare in guardia contro le pallottole ricoperte di zucchero e gli altri espedienti cui la borghesia ricorre per attaccare le file operaie. È necessario inoltre compiere uno sforzo coscienzioso per epurare a fondo le file di classe, fare la rivoluzione e stimolare la produzione, svolgere bene la lotta-critica-trasformazione nelle fabbriche e in ogni altra impresa.
Il presidente Mao ha di recente sottolineato: “La lotta-critica-trasformazione in una fabbrica passa, in generale, attraverso le seguenti fasi: instaurazione del comitato rivoluzionario basato sulla triplice unione, critica di massa, epurazione delle file di classe, consolidamento delle organizzazioni di partito, semplificazione della struttura amministrativa, riforma dei regolamenti irrazionali e trasferimento alle unità di base del personale che lavora negli uffici”.
Queste parole del presidente Mao ricapitolano lo sviluppo del movimento di massa nella fase di lotta-critica-trasformazione e indicano chiaramente la strada che ci porterà all’adempimento del compito di lotta-critica-trasformazione nelle fabbriche e in ogni altra impresa.
Il primo compito è creare il comitato rivoluzionario basato sulla triplice unione, in modo che la direzione delle fabbriche e delle altre imprese sia veramente nelle mani del proletariato. Esso viene spesso portato avanti in combinazione con gli altri due compiti: critica di massa ed epurazione, per l’essenziale, delle file di classe.
La grande critica rivoluzionaria di massa permette di spazzare via la velenosa influenza della linea revisionista controrivoluzionaria del Kruscev cinese e dei suoi agenti nelle varie zone, di elevare la coscienza del popolo per quel che riguarda la lotta tra le due linee e di aprire la via all’epurazione delle file di classe sul piano politico e ideologico; durante questa epurazione, essa ha la funzione di mobilitare le masse e consolidare ciò che si è conquistato nel corso della lotta. Epurare le file di classe, sferrare sicuri, precisi e duri colpi al pugno di agenti segreti, di rinnegati e di responsabili del partito che si ostinano a seguire la via capitalista, ai proprietari terrieri, ai contadini ricchi, ai controrivoluzionari, ai cattivi elementi e agli elementi di destra che non si sono rieducati: è attraverso questo lavoro di estrema importanza che la classe operaia esercita la dittatura del proletariato sulla borghesia e tutte le altre classi sfruttatrici, epura le proprie file eliminando i nemici di classe che vi si sono infiltrati e fornisce materiale vivo, concreto alla critica di massa.
La critica di massa e l’epurazione delle file di classe, che si stimolano e si danno impulso a vicenda, creano le migliori condizioni per il consolidamento delle organizzazioni di partito. Avendo sostenuto una seria prova nella lotta di classe in campo politico, ideologico e organizzativo, la maggioranza dei membri del partito ha notevolmente elevato il suo livello di coscienza politica e migliorato di molto i suoi rapporti con le masse; l’esigua minoranza di elementi nocivi è estromessa dal partito, la posizione politica e organizzativa di ogni membro del partito sono in linea di massima chiarite; numerosi elementi attivi emersi nel movimento della Rivoluzione culturale saranno ammessi nel partito, al quale apporteranno nuova linfa. Si forma così gradualmente un nucleo dirigente che applica con risolutezza la linea rivoluzionaria proletaria del presidente Mao. In questo modo riusciremo a consolidare le organizzazioni di partito e a raggiungere il grande obiettivo indicato dal presidente Mao: “Le organizzazioni di partito devono essere composte dagli elementi avanzati del proletariato; devono essere organizzazioni d’avanguardia dinamiche, capaci di dirigere il proletariato e le masse rivoluzionarie nella lotta contro il nemico di classe”.
Così si svolge il movimento nelle imprese industriali e minerarie e, grossomodo, anche nelle istituzioni culturali ed educative e negli organismi del partito e del governo.
L’ondata della rivoluzione stimola l’ondata della produzione. Grazie agli sforzi di centinaia di milioni di contadini poveri e medi dello strato inferiore il nostro paese ha ottenuto abbondanti raccolti per molti anni consecutivi. Solo quando le posizioni del socialismo nelle campagne sono solide, è possibile che la grande Rivoluzione culturale proletaria ottenga continue vittorie nelle città. Salutiamo i contadini poveri e medi dello strato inferiore, fermi alleati della classe operaia! Man mano che la lotta-critica-trasformazione si approfondisce, il nuovo si fa strada anche in campo industriale. Nel corso della riforma si è avuta una impetuosa rivoluzione tecnologica in diverse zone. La situazione è eccellente e incoraggiante. Per il pugno di nemici di classe che ha invano tentato la restaurazione, è la fine. L’imperialismo USA, il revisionismo sovietico e la reazione internazionale vivono oggi giorni difficili; si trovano in un vicolo cieco, sono mal ridotti, abbattuti e in fase di disgregazione. Al contrario, sotto la guida del compagno Mao Tse-tung, la nostra grande patria socialista, tempratasi nella grande Rivoluzione culturale proletaria, risplende e ha davanti a sé prospettive illimitate. Dobbiamo impegnarci a fondo per stare al passo con lo sviluppo della situazione, dobbiamo mobilitare appieno le masse, fare tempestivamente il bilancio delle esperienze, svolgere bene il lavoro d’indagine e di ricerca, non lasciar passare inosservati i buoni esempi, elaborare un piano generale e rafforzare la direzione; dobbiamo batterci senza risparmio perché la lotta-critica-trasformazione venga portata a termine. La nostra è una battaglia per la conquista della completa vittoria nella grande Rivoluzione culturale proletaria. Seguiamo il grande piano strategico del presidente Mao e avanziamo di vittoria in vittoria!
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