Traduzioni sparse di organizzazioni e partiti marxisti-leninisti e rivoluzionari nel Mondo.
mercoledì 1 gennaio 2020
La Lexit avrebbe vinto. Parte I: Come il Remain ha perso le elezioni
"Non dai mai tanto sostegno all'estrema destra come quando tagli il meccanismo per un cambiamento democratico"
- Barry Gardiner
Il risultato finale ci ha colpito come un pugno allo stomaco. Ma nonostante pochi a sinistra avessero previsto un simile macello, molti di noi non sono rimasti scioccati.
L'esperienza di questa campagna è stata diversa dal 2017. Grandi numeri sono usciti sulla tela del Labour, ma qualcosa è sembrato spiacevole.
Ha già iniziato a diffondersi una vasta tassonomia di spiegazioni per la sconfitta del Labour . I custodi liberali come Polly Toynbee e Paul Mason hanno, ovviamente, cominciato a rimpiangere un leader carismatico centrista, sulla falsariga dei tradizionali partiti della socialdemocrazia europea, che ovunque si trovano a brandelli.
Alcuni indicano come cura per la situazione la rappresentanza proporzionale, perché con questa rimarremmo con un parlamento sospeso. Altri suggeriscono che siamo stati semplicemente sopraffatti dalle distorsione dei media o che Corbyn non fosse abbastanza carismatico.
Potremmo essere tentati da questo approcio ed adottare un pluralismo caleidoscopico in risposta alle elezioni, sedotti dalla raffinatezza apparente di dichiarare che ci sono stati molteplici fattori che ci hanno portato a questo punto, ma ciò ci distoglierebbe da una realtà che in questo caso è tristemente crudele: la Lexit avrebbe vinto.
Non è una semplificazione eccessiva confrontare semplicemente le due elezioni del 2017 e del 2019 e vedere cosa è cambiato. Quali erano le condizioni nel 2017, dove siamo cresciuti del 10% , il maggior incremento della percentuale di voti dopo Attlee nel 1945?
Jeremy Corbyn ha guidato il partito. Il manifesto era storicamente di sinistra per gli standard del Labour. I media erano inesorabilmente e terribilmente ostili. Il partito parlamentare laburista aveva avuto una rivolta di massa solo poche settimane prima. La posizione del partito sulla Brexit era di rispettare il risultato del referendum.
Nel 2019, dove siamo stati schiacciati, tutte queste circostanze erano simili, ad eccezione di due. Il PLP non era più in rivolta aperta e la posizione sulla Brexit del partito era cambiata. Ora avremmo appoggiato un secondo referendum in cui la maggior parte del governo ombra avrebbe fatto pressione per il Remain contro il proprio accordo, e la linea ufficiale sarebbe stata la neutralità.
Dove abbiamo perso e perché? Non ci vuole una laurea in analisi dei dati per capire l'ovvio. Dei 47 seggi del Labour persi a favore dei Tories, 43 erano aree Leave.
I territori centrali del Labour sono stati ceduti uno dopo l'altro, in alcuni casi a massicce maggioranze conservatrici. In maniera abbastanza evidente, abbiamo perso perché ci eravamo schierati per contrastare un risultato referendario democratico, in cui la maggioranza della classe lavoratrice aveva votato Leave.
Ciò è confermato dal precedente sondaggio; le elezioni tendono ad annientare il ricordo degli andamenti precedenti, ma quelli di noi che stanno in prima linea lo sanno. Prima che la direzione laburista venisse messe sotto pressione per adottare una posizione di Remain-in-tutto-tranne-che-nel-nome, eravamo molto avanti nei sondaggi. Poi l'abbiamo rifiutata e abbiamo continuato a scendere.
Il motivo è semplice: anche tra i Remainers, la maggior parte voleva che il risultato del referendum fosse rispettato. Un massiccio sondaggio di Comres a novembre ha fornito la prova empirica di ciò, con il 54% che sosteneva che il risultato sarebbe dovuto rimanere invariato e il 32% per un secondo referendum.
Ciò ha implicazioni molto più ampie della sola questione dell'adesione all'UE. Ha reso il nostro partito per l'opinione pubblica la soliti cricca di politici bugiardi. Nel 2017 avevamo detto che l'1% aveva "ragione ad aver paura di noi", nel 2019 ci siamo mossi per frustrare un'espressione diretta della volontà democratica. Nel 2017 abbiamo promesso di "rovesciare questo sistema truccato", nel 2019 ci siamo aggrappati alla procedura parlamentare e a John Bercow.
Corbyn fece del suo meglio per resistere a questa capitolazione, ma figure mediatiche chiave come Owen Jones, Ash Sarkar e alla fine anche John McDonell, lo misero sotto pressione fino a quando non ce la fecero. Ciò lasciò il campo aperto ai Tories per affermare - e se lo avessero fatto in qualsiasi altro periodo avrebbero ottenuto crasse risate - che erano loro la forza anti-establishment, che erano loro che potevano sbloccare lo stallo di un parlamento elitario che frenava la volontà del popolo.
La classe-operaia non ha votato per i Tories per nessun altra ragione, perché i Tories non avevano altre politiche. La Carbon Neutral entro il 2050 è insignificante e a lungo termine e la promessa di costruire ospedali è stata facilmente smascherata e a malapena difesa.
Il terreno era lì per essere conquistato e lo abbiamo perso.
Non possiamo incolpare di questo risultato la parzialità dei media. Ovviamente è vero che i media sono stati inesorabilmente e ostinatamente ostili contro noi, che hanno mentito allegramente e spudoratamente durante tutta la campagna, ma idegno per dei socialisti lamentarsi di questo.
Non siamo in una competizione sportiva, regolata da regole di fair play. Siamo in una guerra di classe.
Lamentarsi dei ricchi e dei potenti che usano i media per strangolarci è quel tipo di lamentela che l'altra parte è in grado di respingere. Non si comporteranno mai diversamente. Dobbiamo trovare il modo di vincere nonostante il loro assalto sulla stampa. Abbiamo dimostrato di poterlo fare due anni fa, se il ciclo elettorale del 2017 fosse durato ancora una settimana, avremmo vinto e con una percentuale di voti maggiore rispetto a Blair nel 1997.
Allo stesso modo non possiamo incolpare la leadership personale di Jeremy Corbyn, nonostante il sondaggio di Ashcroft abbia suggerito superficialmente che questo fosse importante. La leadership può essere un concetto nebuloso, ma se nel 2017 abbiamo vinto una quota di voti di proporzioni storiche con lo stesso identico uomo, non è dunque seria l'idea che la nostra sconfitta sia dovuta alle sue qualità di leadership intrinsecamente scadenti.
Cosa avremmo potuto fare, quindi, per modificare questo processo? Molti hanno sostenuto - non in modo plausibile - che se fossimo rimasti fedeli alla nostra posizione di rispettare il risultato, avremmo invece avuto un'emorragia di voti per i Lib-Dem. Ciò non è accaduto nel 2017, ma si potrebbe sostenere che lo sarebbe ora, con un'attenzione molto più intensa sulla Brexit.
L'unico modo per evitare questa situazione di stallo era non solo di rispettare il risultato, ma di fare attivamente una campagna per l'uscita a sinistra dall'Unione Europea, fin dall'inizio, quando Corbyn divenne leader. Molti sanno che Corbyn e McDonnell sono euroscettici nella tradizione di Tony Benn. È una posizione chiara, coerente e corretta.
La maggior parte della sinistra si è allontanata da questa posizione solo per paura che la destra avesse avvelenato la questione col nazionalismo anti-migranti, ma questa è una profezia che si autoavvera - se un'organizzazione di mezzo milione di membri avesse spiegato appassionatamente e chiaramente le opportunità per una seria rottura con il neoliberismo al di fuori delle restrizioni antidemocratiche dell'UE, non ci sarebbe stato il monopolio di destra sul Leave.
Le centinaia di migliaia di nuovi membri entusiasti nel mondo del lavoro erano per lo più inconsapevoli dell'esistenza di una seria critica di sinistra dell'UE. Avremmo potuto vincerli a questo punto di vista e mobilitare tutta la forza dei nostri membri dietro una visione ribelle di una nazione socialista, accendendo un faro di luce per un'Europa socialista che abbatta la grigia e austera burocrazia dell'Unione europea.
Fondamentalmente, questo messaggio avrebbe potuto unificare la tradizionale classe lavoratrice nelle città del Nord con i lavoratori metropolitani nelle città - e anche quelli che non abbiamo persuaso avrebbero ampiamente concordato sul fatto che il risultato avrebbe dovuto essere rispettato.
Sarebbe stata una battaglia tra due visioni. Da un lato, l'offerta dei Tories di una "Gran Bretagna globale" scadente, con i diritti dei nostri lavoratori distrutti e il nostro sistema sanitario nazionale fatto a pezzi dalle compagnie farmaceutiche americane. Dall'altro un grido acuto per aprirci la strada fuori dalla camicia di forza dell'UE e porre fine alla disuguaglianza terrificante lasciataci da nove anni di dominio Tory. Boris non avrebbe mai abbandonato quel frigorifero.
Invece il commentario liberale si fece strada, e la nostra classe fu dileggiata con termini come "vecchi razzisti arretrati" (Paul Mason), o "cervelli di lucertola parrocchiale" (Laurie Penny). Sarebbe difficile sopravvalutare il danno che questo ha fatto, tranne per il fatto che il danno è ora in bella vista, e ora raccogliamo la tempesta.
Quali lezioni possiamo imparare da questo? Innanzitutto, qualsiasi progetto socialdemocratico deve essere un segnavia, non una banderuola. Rispettiamo gli argomenti sulla base del merito e non andiamo mai dove tira il vento.
Secondo, restiamo fedeli alla classe che intendiamo rappresentare e non disprezziamo mai nessuna parte di essa. Terzo, dobbiamo essere abbastanza audaci da nominare gli artefici chiave di questo terribile errore. Lo facciamo non per dispetto, ma perché ora devono rendere conto dei loro errori e della loro demonizzazione dei sostenitori della Lexit e della posizione della Lexit negli ultimi due anni.
La sezione di sinistra che ora dovrebbe avere l'influenza maggiore nel determinare i nostri prossimi passi è quella che ha gridato ammomenimenti dai tetti su questi fatti per tutto il tempo. La sezione che ora dovrebbe fare un passo indietro è composta da quelli che l'hanno fatto in maniera completamente, ridicolmente sbagliata.
https://mronline.org/2019/12/28/lexit-would-have-won-part-i-how-remain-lost-the-election/
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